Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno in Italia

Avviata nell’aprile 2019 la discussione, alla Camera dei Deputati, della proposta di legge d’iniziativa popolare “Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”. Un testo che ha visto il suo iter iniziare, in Commissione Affari Costituzionali a Montecitorio, circa un anno fa, per poi fermarsi. La proposta di legge, promossa a fine 2017, aveva l’obiettivo di “superare l’attuale modello di gestione dell’immigrazione in Italia”, intervenendo sul tema della regolarizzazione degli immigrati, a livello legislativo. Il testo, composto da otto articoli, si proponeva di intervenire sulla gestione politiche migratorie e sulla successiva integrazione degli stranieri regolari in Italia. Una proposta, si diceva, messa in stand-by dal Parlamento, e in parte superata da una serie di provvedimenti successivi, a cominciare dalla cosiddetta sanatoria sulla regolarizzazione degli immigrati al centro del dibattito politico e sociale da inizio 2020. Secondo l’avvocato Pitorri di Roma, esperto immigrazionista, e autore di numerose pubblicazioni web e libri in materia di diritto dell’immigrazione, il tema della regolarizzazione dei cittadini stranieri in Italia rimane sempre centrale nel nostro Paese. Tanto che, come si diceva, nell’ultimo periodo si sta parlando di una sanatoria che, come accaduto con la regolarizzazione di recente avvenuta in Portogallo, porti una rapida soluzione della questione immigrati irregolari o in attesa di permesso di soggiorno, in Italia. 

Per sanatoria si intende un provvedimento che vada a rendere regolare una situazione diffusa che, però, non lo è. Come si legge sul vocabolario Treccani, la sanatoria “legittima uno stato di cose irregolare” e lo fa attraverso una legge. In Italia, secondo i dati della Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità), nel 2019 c’erano 562mila stranieri clandestini, e di fatto una sanatoria aiuterebbe a regolarizzare in maniera rapida la situazione di questi cittadini, molto spesso lavoratori non regolari. 

In Portogallo è stato deciso di approvare una sanatoria per la regolarizzazione degli immigrati, in modo da garantire l’accesso a una serie di servizi e numerosi diritti a tutti i migranti e ai richiedenti asilo presenti sul territorio, che avessero richieste in corso e domande pendenti durante l’emergenza per il Covid-19. Una sanatoria, dunque, resasi necessaria in un momento di emergenza, che porterà a un’apertura futura. Come sottolineato dall’avvocato Pitorri di Roma, anche l’Italia punta in questa direzione, con un testo più ampio e articolato, che prevede – secondo quanto riportato nella bozza della legge – proprio una sanatoria per la regolarizzazione degli immigrati. Il testo, sul quale lavorano in maniera congiunta i ministeri dell’Interno, dell’Agricoltura, e dell’Economia, del Lavoro e della Giustizia, all’articolo 1 chiarisce subito le finalità dell’azione, voluta prima di tutto per “sopperire alla carenza di lavoratori nei settori di agricoltura, allevamento, pesca e acquacoltura”. Una sanatoria che andrebbe ad agire, dunque, prima di tutto dal punto di vista lavorativo, per poi portare a una rapida regolarizzazione degli stranieri anche in merito alla richiesta di permesso di soggiorno in Italia.